Portare i bambini in vacanza

Salute
martedì 1 luglio 2014

La Società Italiana di neonatologia per aiutare i genitori di neonati a sfatare luoghi comuni e affrontare al meglio i disagi dell’estate

Al mare - il primo consiglio per chi ha un bambino è quello di evitare le esposizioni nelle ore più calde della giornata e le esposizioni ai raggi solari diretti. Si consiglia inoltre di far indossare loro indumenti chiari e leggeri di fibre naturali. E' sempre bene avere un  cappellino in testa con falda o visiera per evitare le fastidiose congiuntiviti da esposizione solare. Le creme solari sono da utilizzarsi solo se sono trattamenti specifici, meglio se a base di minerali come ossido di zinco o titanio, che riflettono i raggi solari, impedendone la penetrazione, e non troppo untuose, per evitare l’occlusione dei pori. Per il bagno in piscina è bene attendere perché la composizione (prodotti clorati) e la contaminazione dell’acqua delle piscine non sempre sono idonee a immergervi i neonati.

In montagna - chi ama la vacanza ad alta quota ed ha un bambino al proprio seguito non deve seguire precauzioni particolari. L'unico consiglio per i genitori è di evitare le altezze troppo elevate (superiori a 2000 metri). Inoltre è bene trattenersi per periodi non troppo brevi (come un weekend) che non permettono i cambiamenti fisiologici richiesti dal cambio di altitudine.

Zanzare - sono tra i fastidi maggiori dell'estate. Per proteggere al meglio i bambini, si consiglia di evitare i luoghi in cui vi sono troppi insetti e di utilizzare zanzariere sulla culla, se si vive in zone che sono infestate da zanzare. Evitare, inoltre, di applicare prodotti repellenti sulla pelle dei bambini prima dei 6 mesi di vita.

In viaggio - neonati e lattanti tollerano meglio il viaggio in automobile rispetto al bambino più grandicello perché il movimento favorisce il sonno. L’unica accortezza è quella di offrire al bambino condizioni climatiche adeguate nell’abitacolo. Si sconsigliano i viaggi nelle ore più calde. Naturalmente il piccolo deve sempre essere posizionato nel suo “ovetto” o “navicella”.

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