Neonati e sistema immunitario

Salute
lunedì 13 ottobre 2014

Chi ha un bambino molto piccolo, tende a proteggerlo, cercando di difenderlo da ogni tipo di malattia. I rischi crescono soprattutto quando il bambino compie i tre anni e viene mandato all’asilo, luogo per definizione affollato di virus e batteri di ogni tipo.

Gli scienziati del King’s College di Londra rassicurano i genitori, perché se è vero che con la socialità i bambini tendono ad assorbire germi (anche per una certa propensione alla promiscuità), è vero anche che i neonati nascono con una dotazione immunitaria già di tutto rispetto.

Il sistema immunitario dei neonati, funziona diversamente da quello adulto, ma è perfettamente in grado di difendersi da molte infezioni batteriche.

I loro linfociti T producono l’interleuchina-8 (IL-8), proteina in grado di favorire i processi infiammatori in risposta a infezioni batteriche. La ricerca, pubblicata su Nature Medicine, sottolinea il ruolo dei linfociti T che con la produzione dell’IL-8, considerata una bomba antibatterica, sono già armati contro molte infezioni.

La ricerca britannica segnala che questo meccanismo di difesa infantile funziona già in gravidanza, sfatando falsi miti ancora molto diffusi. La scoperta è stata effettuata analizzando piccoli campioni di sangue in 28 bimbi nati prematuramente.

Deena Gibbons, ricercatrice del Dipartimento di Immunobiologia che ha guidato lo studio del King’s College, sottolinea: “abbiamo riscontrato che i bebè hanno un meccanismo di difesa in costruzione contro i batteri che funziona in modo molto diverso da quello degli adulti, ma che può proteggerli con efficacia. Lo stesso meccanismo si attiva nell’utero, per proteggere il feto contro le infezioni dell’organismo materno. Il prossimo passaggio sarà cercare di capire meglio i meccanismi che portano le cellule immunitarie infantili a essere così differenti da quelle adulte”.

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