Influenza: picco previsto a metà gennaio

Salute
mercoledì 10 gennaio 2018

Influenza: picco previsto a metà gennaio

L’influenza, malanno di stagione ormai tra i più temuti, ha fatto capolino durante le festività natalizie, colpendo sino al 31 Dicembre oltre 673mila persone, soprattutto i bambini e ragazzi tra i 5 e i 14 anni, localizzati in Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Calabria (fonte: Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT).

Quest’anno ci si attende una prosecuzione dell’influenza almeno fino fine febbraio, mentre per marzo e aprile potrebbero diffondersi altre forme virali respiratorie che possono causare sindromi simil-influenzali.

“Il picco quest’anno evidenziato dalla metà di gennaio è in linea con le previsioni – rileva il Prof. Massimo Galli – Presidente della SIMIT –  Lo scorso anno il picco fu registrato nel mese di dicembre, proprio sotto le festività natalizie. Il fatto che vengano colpiti i bambini suggerisce che i ceppi implicati quest’anno trovino nella popolazione infantile un particolare contesto di suscettibilità. Tuttavia – conclude Galli – sulla base dei risultati virologici, sarà possibile evidenziare se vi dovesse essere una ripresa dei casi dovuti a H1N1 come all’inizio dell’epidemia del 2009”.

Come proteggersi e curarsi? “E’ essenziale rimanere a riposo e al caldo, bere bevande calde, usare antiinfiammatori e antipiretici. […] E’ da auspicare un uso consapevole degli antibiotici, solo nei casi di complicanze batteriche. In genere vanno evitati gli antibiotici, poiché si tratta di una forma virale che può essere curata con terapia sintomatica” secondo il Prof. Claudio Mastroianni, Segretario SIMIT e Direttore della U.O.C. Policlinico Umberto I – Malattie infettive, Università La Sapienza Roma.

È consigliato l’uso del vaccino antiinfluenzale, la principale arma a nostra disposizione contro l’influenza. E ricordiamolo – conclude Mastroianni –  non si tratta di una malattia banale, soprattutto quando colpisce persone a rischio, come anziani, soggetti immunodepressi, bambini e donne in gravidanza”.

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