E’ boom di bambini iperattivi in Italia

Salute
mercoledì 18 gennaio 2017

E’ boom di bambini iperattivi in Italia

Bambino aggressivo, incapace di legare con gli altri, e con tanta necessità di attenzione. E’ la descrizione più frequente per l’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), caratterizzato da continue disattenzioni, reazioni incontrollabili, fatica a stare fermi.

Alcuni medici ritengono che gli adolescenti iperattivi possano diventare adulti problematici; altri ritengono vi sia un eccesso di allarmismo. 

In Italia i ragazzi di 6-17 interessati sono circa l’1%, 75mila casi potenzialmente da prendere in carico da parte del Servizio sanitario nazionale. Solo 1 su 2 accede ai servizi di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza, 1 su 3 ottiene interventi terapeutico-riabilitativi e solo 1 su 10 riesce a effettuare il passaggio a un servizio per l’età adulta.

«In classe stava come un leone in gabbia». «Per gli insegnanti, l’alunno è irrecuperabile e violento, per cui nessuno lo vuole». L’Aifa, l’associazione delle famiglie ADHD, riceve ogni giorno richieste di aiuto 

«Abbiamo situazioni drammatiche – dice Patrizia Stacconi, presidente della Onlus –, genitori costretti a chiedere prestiti per pagare le terapie, figli tolti alle famiglie. Certe battaglie, poi, hanno lasciato ferite profonde, ad esempio quando si diceva che la malattia è inventata per vendere farmaci. Invece posso dire, anche come madre, che questo è un disturbo purtroppo reale e diffuso. Le terapie non farmacologiche, d’altro canto, sono quasi inesistenti. Si fa fatica a ottenere un intervento cognitivo-comportamentale nella struttura pubblica. E accade ovunque, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.»

LE CAUSE - Per gli esperti c’è una componente genetica, un difetto nei circuiti che regolano l’autocontrollo. Se si sottopone il bambino ai test di attenzione, la risonanza magnetica evidenzia aree del cervello differenti rispetto a chi non ha questo deficit. Entrano in gioco anche fattori esterni, una mamma esposta a fumo e alcol durante la gravidanza, traumi infantili, una storia di abbandoni e abusi subiti da piccoli, prima di adozioni.

Silvio Garattini, dell’istituto Mario Negri, raccomanda la diagnosi precoce. Perché questi casi, se trascurati, possono complicarsi, fino a sfociare in comportamenti trasgressivi. 

 

Oltre alle diagnosi c'è il problema delle terapie che, ovviamente, si traducono in costi sanitari per il servizio nazionale. E' una battaglia che molte famiglie si trovano a combattere da sole per ricevere supporto profezzionale qualificato ed economico. Accanto alle famiglie ci sono le associazioni: «la nostra battaglia è parallela a quella delle famiglie con problemi di autismo. Non so quanti anni ancora ci vorranno, per ottenere il riconoscimento delle cure, ma ci arriveremo» conclude la Presidente dell'AIFA.

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