Bambini fascia esposta al rischio melanoma

Salute
lunedì 27 marzo 2017

Bambini fascia esposta al rischio melanoma

C’è più consapevolezza sui danni solari rispetto al passato: l’85% dei bambini utilizza creme solari ad alto fattore di protezione. Ma c’è ancora una quota consistente di popolazione, refrattaria a proteggersi con creme, magliette o cappellini.

A dirlo è «Il sole per amico», la più grande campagna di prevenzione primaria sul melanoma mai realizzata in Italia, promossa dal 2015 da Imi-Intergruppo melanoma italiano, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, e il patrocinio del ministero della Salute e dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), resa possibile grazie a un’erogazione di Merck & Co. tramite della consociata italiana Msd.

Obiettivo della campagna è stato informare sulla corretta esposizione al sole per gli alunni delle scuole primarie e le loro famiglie. E’ stato inoltre condotto uno studio epidemiologico da Imi e Gised-Gruppo italiano studi epidemiologici in dermatologia su oltre 12 mila bambini e le loro famiglie.

Circa l’85% del campione utilizza qualche volta o sempre creme solari, il 73,5% il cappellino, il 73,6% la maglietta, il 54,2% gli occhiali da sole.

Circa il 15% assume comportamenti non idonei. Il confronto con uno studio analogo condotto dal Gruppo Gised nel biennio 2000-2002 mostra un miglioramento all’esposizione solare negli ultimi 15 anni, con una diminuzione del numero di scottature riportate nei 12 mesi precedenti, passate dal 13,8% al 9,4%, mentre l’uso di schermi solari è aumentato dal 71% nel 2002 all’85% nel 2016.

Il melanoma - ricordano gli esperti - è il più aggressivo e temuto tumore della pelle, con un’incidenza più che raddoppiata negli ultimi 30 anni: in Italia sono oltre 100 mila le persone colpite e circa 13 mila i nuovi casi ogni anno.

L’esposizione ai raggi Uv del sole e delle fonti artificiali è il principale fattore di rischio. I bambini sono una fascia di popolazione più a rischio per il melanoma. Le scottature prese nell’infanzia sono un fattore di rischio perché la pelle `memorizza´ il danno ricevuto e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza.

Il 25,5% dei bambini ha riportato almeno una scottatura solare nel corso della vita, con una maggiore incidenza tra gli alunni di Sud e isole (28,2%), e il 9,4% dei bambini almeno una scottatura nei 12 mesi prima della rilevazione. 

“Il melanoma sta diventando sempre più frequente tra i giovani adulti di 20-30 anni di età e rappresenta il secondo tumore per incidenza nella popolazione maschile e il terzo in quella femminile al di sotto dei 50 anni” secondo Giuseppe Palmieri, presidente Imi e responsabile Unità di genetica dei tumori, Istituto di chimica biomolecolare, Icb-Cnr Sassari.

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