La vitamina K nei neonati

lunedì 24 ottobre 2016

La vitamina K nei neonati

L’assunzione di vitamina K è consigliata per i bambini appena nati, che devono riceverne un quantitativo adeguato alle loro esigenze. 

Vi sono tre tipologie di vitamina K note, due di origine vegetale e una sintetizzata a uso farmacologico: 

  • K1 o fillochinone, la cui origine è vegetale, viene sintetizzata dall’Ileo; 
  • K2 o menachinone, rilasciata dal colon che la sintetizza a partire dai batteri intestinali; 
  • K3 o menadione idrosolubile, sviluppata attraverso procedimenti chimici e utilizzata in ambito medico.

L’utilizzo da parte dell’organismo di vitamina K, di cui sono ricchi basilico essiccato, prezzemolo, bietola e broccoli, è correlata a due aspetti, particolarmente significativi per il buono stato di salute dell’individuo: la struttura delle ossa e la coagulazione. Sorprendenti fonti di questa sostanza sono basilico essiccato, prezzemolo, bietola e broccoli.

La K2 stimola infatti la struttura delle ossa con la sua azione l’osteocalcina.

La vitamina K1 interviene durante il processo di coagulazione, producendo l’attivazione dei fattori della coagulazione VII, IX e X.

La somministrazione di vitamina K alla nascita è profilassi abituale post parto per contrastare il possibile manifestarsi della Malattia Emorragica del Neonato (MEN), una patologia legata a stati carenziali di vitamina K che può portare a emorragie a carattere modesto o di particolare gravità.

Il manifestarsi della MEN può essere precoce, classico o tardivo. Se anticipato può avvenire già nelle prime 24 ore di vita del neonato, a seguito di un ridotto assorbimento di vitamina K per via placentare o in caso di terapie farmacologiche seguite dalle gestanti basate su farmaci inibitori di questo complesso vitaminico.

La forma classica si manifesta di solito dopo il primo giorno di vita e viene ricondotto a un apporto insufficiente di vitamina K attraverso il latte materno. Se di tipo tardivo i primi sintomi possono manifestarsi anche dopo il primo mese di allattamento al seno, seguendo di solito fasi di diarrea prolungata (può essere inoltre indotto da celiachia o fibrosi cistica).

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