Giappone: i bambini vanno a scuola da soli

giovedì 13 ottobre 2016

Giappone: i bambini vanno a scuola da soli

In Giappone è abbastanza frequente vedere bambini di 6-7 anni che vanno da casa a scuola, o viceversa, da soli.

Una famosa trasmissione televisiva, Hajimete no otsukai - La mia prima commissione, filma bambini di 2-3 anni mandati fuori casa dai loro genitori per sbrigare delle commissioni, come raggiungere il fruttivendolo o il panettiere.

Kaito, un dodicenne di Tokyo, da quando ha 9 anni prende il treno da solo per andare da una casa all’altra dei suoi genitori separati: “all’inizio ero un po’ preoccupato”, ammette, “mi chiedevo se sarei riuscito a prendere il treno da solo. Ma solo un po’”. Adesso è facile, dice. Anche i suoi genitori all’inizio erano in apprensione: “a dire il vero, all’epoca ricordo di aver pensato che i treni fossero sicuri, arrivavano in orario ed erano facili da prendere, e che lui è un bambino intelligente”, dice la nuova moglie del padre di Kaito. “Quando ho cominciato a prendere il treno da sola ero più piccola di lui”, ricorda la donna. “Ai miei tempi non avevamo il cellulare, ma riuscivo comunque ad andare dal punto A al punto B con il treno. Se si dovesse perdere può sempre chiamarci”.

I bambini raggiungono quindi un livello di indipendenza molto prima che in Europa. Dwayne Dixon, antropologo culturale spiega questa abitudine tipicamente nipponica: “i bambini giapponesi imparano presto che, in teoria, ci si può rivolgere a qualsiasi persona della comunità per chiedere aiuto”, dice. Questo presupposto è rafforzato a scuola, dove i bambini a turno puliscono e servono il pranzo. Così “la fatica è ripartita tra diverse persone e le aspettative ruotano, e al tempo stesso tutti quanti sanno, per esempio, cosa significa pulire un gabinetto”, afferma Dixon.

Un bambino di 9 anni può prendere da solo la metropolitana a Tokyo: lì i bambini sviluppano l’orgoglio di esserne responsabili e capiscono in modo concreto quali sono le conseguenze se fanno disordine, poiché dovranno pulire da soli. Questa etica si estende in senso lato agli spazi pubblici (ecco perché le strade giapponesi di solito sono così pulite). Un bambino in giro per la città sa di poter contare sul gruppo in caso di emergenza.

Si tratta di una situazione che si inquadra in un contesto di limitata criminalità, anche se non mancano episodi di palpeggiamenti di donne e ragazzine.

I genitori sono abbastanza tranquilli nel mandare fuori casa i bambini da soli anche perché la gente è abituata ad andare a piedi e i trasporti pubblici hanno la meglio sulla cultura dell’automobile: “gli spazi pubblici sono decisamente migliori. Spazi a misura d’uomo, che contribuiscono anche a tenere sotto controllo il flusso e la velocità”, prosegue Dixon e gli automobilisti sono abituati a condividere la strada e a dare la precedenza a pedoni e ciclisti.

“Tanti bambini in tutto il mondo sono autonomi”, conclude Dixon. “Ma secondo me la cosa che più affascina gli occidentali in Giappone è il senso di fiducia e cooperazione che esiste, spesso tacito e non richiesto”.

Torna all'archivio