Dita in bocca: meno allergie per i bimbi

Igiene
martedì 26 luglio 2016

Dita in bocca: meno allergie per i bimbi

Quando sono diventata mamma ricordo bene un pediatra che mi consigliò di non esagerare con la detersione del mio bambino. 

Oggi trovo una news che sembrerebbe in un certo senso confermare questa linea di condotta che richiama i genitori ad un’igiene personale dei bambini, dettata dal buonsenso e priva di esagerazioni.

Questo sembrerebbe valere anche per chi mette le dita in bocca, per ciucciarle o mangiare le unghie.

Si tratta di un vizio che, come genitori, ci viene naturale scoraggiare nei bambini. Ma uno studio recente pubblicato sull'autorevole rivista Pediatrics, riabilita anche la pratica di mangiarsi le unghie. 

Con la motivazione che i bambini cresciuti con le dita in bocca sono soggetti ad un minor rischio di soffrire di allergie più tardi nella vita.

La ricerca è stata condotta da un team dell'Università di Otago (Nuova Zelanda), su un campione di 1.037 persone dalla nascita all'età adulta e hanno chiesto ai genitori se i loro figli fossero 'habitué' dei vizi in questione a 5, 7, 9 e 11 anni. 

I ragazzi sono stati poi sottoposti a test per le allergie più comuni a 13 e 32 anni.

E’ emerso che rispetto ai coetanei 'virtuosi', fra chi da piccolo succhiava il pollice o si mordeva le unghie ha registrato una minore prevalenza di sensibilizzazione agli allergeni, già a 13 anni: il 38% contro 49%. 

Inoltre, i bambini che avevano entrambi i vizi dimostravano un rischio ancora più basso, del 31%. 

Un effetto che potrebbe durare per tutta la vita, visti dati emersi dai test eseguiti a 32 anni. 

Al di là dei risultati, lo studio ricorda a noi genitori che esporre i nostri bimbi ai germi non ci deve spaventare. 

Abitudini come quella di succhiare il dito espongono i piccoli ai germi già dalla tenera età, permettendo al loro organismo di imparare a difendersi, di proteggersi a livello immunitario dagli allergeni, come acari della polvere, erba, muffe e pelo di animali.

I risultati dello studio, spiega sul 'Telegraph' Malcolm Sears della McMaster University (Canada), sono in linea con la "teoria dell'igiene" secondo cui l'esposizione precoce a sporcizia e germi riduce il rischio di sviluppare allergie. "Sembra dunque esserci un lato positivo - tiene comunque a precisare l'esperto - . Anche se non è consigliabile che queste abitudini vengano incoraggiate".

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