Lambrugo: un comune a misura di famiglia

Gravidanza
lunedì 13 febbraio 2017

Lambrugo: un comune a misura di famiglia

 

Lambrugo, comune di 2.500 anime, in provincia di Como, è un paese tranquillo, amico dei bambini e delle coppie che desiderano metter su famiglia.

In questo comunque in collina acqua ed aria sono buone e, "detto sinceramente, qui ti viene voglia di procreare ", confessa Alessio Albinti, papà di due bambini.

Nel 2016 a Lambrugo sono nati 35 bambini e sono morte 21 persone. Saldo naturale positivo, in controtendenza rispetto all’Italia, alla Lombardia, e a Milano, lontana solo 50 minuti di treno e lontanissima per stress, traffico e rumore.

Sono anni, spiega il sindaco Giuseppe Costanzo, che molte giovani coppie vengono a vivere qui, comprano casa e fanno figli.

Il segreto di tanta procreazione sta forse nei servizi che il comune offre: le case costano meno e molte hanno anche un giardino. E se il giardino non c’è basta uscire per trovare un parco dove i bimbi possono giocare al sicuro e senza pericoli.

Mikaela arriva da Milano, "il primo anno mi è venuta la depressione, alle 7 di sera le strade sono vuote. Poi mi sono abituata, sono arrivati i figli".

Sharon ha 29 anni e 3 bambini. Viola, 3 anni e mezzo, Alisée, un anno e mezzo, Nicole, 6 mesi: "Nostalgia di Milano? No. Qui c'è tutto: la farmacia, la macelleria, il pane, la lavanderia. Manca un supermercato, ecco". E manca un pediatra, in questo paese pieno di passeggini, tutta colpa dell'accorpamento dei servizi dell'Asl.

Samuele, 32 anni, e la moglie Stefania, 29. "Per noi il matrimonio significa avere dei figli ed eccoli qua", Lala di 3 anni e Matteo di 5 mesi, ma la cosa più importante "è che c'è affiatamento con i vicini, conosciamo un sacco di persone, e non solo genitori come noi".

Per i bambini il comune ha allestito una biblioteca, perché "bisogna investire sulla cultura dei ragazzi" spiega il sindaco. Per i più piccoli è stato allestito un angolo a misura di bambino con seggioline colorate, libretti e giochi. Il comune stanzia 30mila euro per pagare il pulmino che porta i bambini alla scuola media a Merone e 40mila euro all'anno di contributi comunali all'asilo “Fondazione Maria Monti". L'asilo costa 100 euro al mese, più 4,50 euro a pasto consumato. Più: pulmino gratis per portare i bambini in piscina una volta a settimana. E sei aree gioco con scivoli, altalene e pavimento antinfortuni.

Il sindaco vuole ampliare l'elementare ed ha già potenziato il pre, il post e il dopo scuola, con 2 educatrici e 2 volontarie. C'è il centro estivo per coprire il mese di luglio, oltre all’oratorio, aperto dalle 8,30 alle 17,30.

Un posto dove i bambini vivono bene ed i loro genitori molto tranquilli: l'ultimo fatto di cronaca nera risale al furto di 10 brioche, al bar della stazione, l'anno scorso.

Che sia un esempio da seguire per tanti altri sindaci, facendo in modo che le istituzioni siano al fianco delle famiglie neocostituite spesso lasciate sole a gestire i propri figli.

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