Web e tablet: il decalogo dei pediatri

lunedì 24 ottobre 2016

Web e tablet: il decalogo dei pediatri

 

Gli apparecchi digitali hanno invaso la nostra vita e quindi anche quella dei bambini. L'Accademia Americana dei Pediatri allenta le redini sull'uso di telefonini, computer e tablet da parte dei bambini. 

I pediatri USA hanno approntato nuove linee guida per i genitori sull’uso dei dispositivi mobili fino ai 5 anni, apparse sulla rivista Pediatrics.

L’età consigliata per il "digiuno digitale completo” scende da 24 a 18 mesi e si annovera internet come"uno strumento educativo".

L’importante, secondo i pediatri USA, è che i bambini usino questi strumenti tecnologici insieme a mamma e papà: possono chattare con i nonni lontani, guardare filmati o cartoni animati, adatti alla loro età, naturalmente. O ancora trovare una ricetta per prepararla con mamma o cercare musica online e ballarla insieme, usare tablet durante i viaggi.

Quali sono le regole seguire?

- niente schermi un'ora prima del sonno e mentre si mangia

- stanze da letto bandite agli apparecchi elettronici

- incentivare il gioco all'aperto e con gli amici

- non accendere il dispositivo per mettere a tacere i bimbi

- non superare l’ora di utilizzo al giorno. Che comunque, per un bambino di massimo 5 anni, non sono pochi.

Il Centro per la Salute del Bambino (Csb), la onlus di Trieste che 17 anni fa ha creato il programma "Nati per Leggere" insieme ad Associazione italiana bibliotecari e Associazione culturale pediatri ritiene importante offrire ai bambini delle alternative tra cui scegliere.

"Piuttosto che porre dei limiti, bisognerebbe offrire ai bambini delle alternative" spiega Giorgio Tamburlini, pediatra e presidente del Csb. "Proponiamo loro giochi, letture, musica e passeggiate. Non lasciamo che le tecnologie calamitino tutto il loro interesse. Imparando fin da piccolissimi ad apprezzare altre cose, si rischia meno di farli diventare dipendenti dagli apparecchi digitali. I genitori, ovviamente, devono dare l'esempio". 

Tra i primi effetti che sono stati osservati fra i figli dell'era digitale, spiega Tamburlini, "c'è la difficoltà di concentrarsi per la "lettura profonda", quella in cui si richiamano le esperienze passate e si fanno i collegamenti. Il contrario di quella scrematura rapida di un testo cui siamo abituati in rete e perfino con gli ebook".

Per Stefano Vìcari, responsabile della neuropsichiatria infantile all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, i libri restano meglio. "Raccontati dalla voce dei genitori, lasciano tracce profonde anche nei piccolissimi. Osserviamo minori problemi di lettura e di dislessia fra gli alunni delle elementari abituati ai libri fin da piccoli."

Il tablet può servire a cercare foto particolari e suggestive. Ma deve essere uno strumento per stare insieme.

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