Calano le nascite: si rivede il bonus bebè?

lunedì 13 giugno 2016

Calano le nascite: si rivede il bonus bebè?

 

Nel 2015 sono state le famiglie di 330 mila bimbi ad ottenere il bonus bebè erogato dall'Inps. 

Il Ministero della Sanità rivede il bonus bebè inaugurato nel 2015 per incentivare le nascite, estendendo i benefici fino al 2020.

Le coppie che mettono al mondo un bambino riceveranno un assegno doppio di quello emesso oggi dall'Inps. Se decidono di dare al primo figlio un fratellino, avranno una cifra superiore. 

L’idea è del Ministero Beatrice Lorenzin che punta ad aumentare gli stanziamenti sfruttando i risparmi derivanti dal calo delle nascite. 

Il bonus bebè oggi e fino al 2017 è riconosciuto alle famiglie con un Isee inferiore a 25mila euro annui (80 euro al mese per ogni figlio) e a quelli che lo hanno più basso di 7mila (160 euro al mese). L'Isee è calcolato tenendo in considerazione redditi da lavoro, ma anche alle proprietà e debiti e al numero di componenti del nucleo familiare. 

Per ottenere il contributo è necessario fare domanda all'Inps, che spetta anche per i figli in affido o adottati fino al terzo anno di età o di ingresso nel nucleo familiare.

Lorenzin ha fatto due progetti, uno meno costoso per lo Stato e uno più impegnativo, quasi da Paese nord europeo. Nel primo caso viene raddoppiata la quota mensile per il primo figlio, portandola cioè a 160 e a 320 a seconda della soglia di Isee. Dal secondo in poi l'aiuto non resta lo stesso, come avviene adesso: alle famiglie andranno rispettivamente a 240 e 400 euro. Al momento il bonus è previsto per i bambini nati dall’1 gennaio 2015 al 31 dicembre del 2017: il ministro Lorenzin vorrebbe estenderlo fino al 2020. Se entrerà in vigore il nuovo regime, a coloro che hanno fatto un figlio prima del 2015 e ne hanno un altro nel periodo di validità del contributo viene riconosciuta la cifra mensile più alta.

E c’è al vaglio anche un innalzamento dell’Isee a 30mila euro, dando accesso ad almeno 60 mila coppie in più. E per chi ha un indicatore della ricchezza sotto i 7mila euro, si vorrebbe riconoscere 320 euro al mese per il primo figlio e 480 per il secondo, con una misura che diventerebbe di sostegno alla povertà. Ma ci vorrebbero molti miliardi.

Bisognerebbee capire come e quanto il governo sia in grado di sostenere una tale politica di welfare.

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