A Piacenza bambini ed anziani all’asilo insieme

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lunedì 20 febbraio 2017

A Piacenza bambini ed anziani all’asilo insieme

A Piacenza c'è un asilo, unico nel suo genere in Italia, frequentato da bambini ed anziani, dai 3 ai 90 anni, alunni speciali da chi comincia una vita a chi l’ha vissuta quasi tutta.

E insieme crescono e trascorrono del tempo scambiandosi esperienze in tempi molto lenti. Perché i più anziani e i più piccoli hanno lo stesso passo, si sa, e basta uno sguardo per diventare amici.

Ci sono persone che hanno difficoltà a deambulare a bambini che le aiutano. "Guardate - ride Fiorella - ho tanti cavalieri, non sembro una regina?". Poi arriva il momento della cucina: si va ad impastare tutti insieme, divertendosi e tenendosi per mano.

A metà mattina c'è il laboratorio di cucina. Grandi e piccoli tagliano e impastano, sempre vegliati dalle educatrici. Aurora, 36 mesi, taglia pezzetti di mela e Maria, 90 anni, che è mamma, nonna e bisnonna, mescola farina e zucchero. C’è Franco, classe 1933, che legge le fiabe a Noemi; Olga, nata nel 1927, attenta e lucida, racconta di sé: "Io li ascolto i bambini sapete, ci gioco, gli narro le storie della mia infanzia, e loro sono attenti, mi guardano diritti diritti negli occhi. E se mi fermo, mi tirano per il braccio: Nonna Olga, poi che cosa fa il lupo?".

Un asilo nella casa di riposo: questo progetto unico in Italia è già attivo in Francia e a Seattle, presso la "Providence Mount St Vincent", la prima scuola materna inserita in un centro anziani, diventata famosa in tutto il mondo con il documentario "Present Perfect".

Un modello positivo di "educazione intergenerazionale", dove coabitano, nella stessa struttura, un asilo nido e un centro anziani, i piccolissimi e i grandi vecchi.

"E creare delle occasioni di incontro, come la cucina, la pittura, la lettura, in cui le età si mescolino, le generazioni si fondano, partendo dalla constatazione che gli anziani e i bambini insieme stanno bene, e imparano gli uni dagli altri" spiega Elena Giagosti, coordinatrice del progetto che l'Unicoop di Piacenza sta sperimentando da alcuni anni.

Una grande struttura moderna di vetro e acciaio, finestre luminose sul verde, spazi ampi e colorati che ospitano circa 80 anziani e un nido per 40 bambini dai 3 mesi ai 3 anni. Luoghi divisi, ma con tante aree comuni.

Giacomo Scaramuzza ha 94 anni, è stato giornalista alla "Libertà" spiega: "quando sono venuto a vivere qui, non sapevo che ci fossero anche i bambini, per me che non ho avuto figli sono stati una scoperta incredibile, io partecipo a tutte le attività, con loro non c'è bisogno di parole, ci si capisce con gli sguardi, c'è uno scambio assolutamente naturale. Troppo spesso oggi le età non si incontrano, come se la vecchiaia fosse qualcosa da nascondere. Così, invece, è un po' come passare il testimone...".

E le mamme dei bambini sono contente: "mia figlia è entusiasta degli anziani del nido. Li saluta, li riconosce, come fossero amici della sua età".

A contatto con gli anziani, i piccoli imparano a non avere paura "del deambulatore che diventa un triciclo da spingere, della carrozzina del nonno una macchina sportiva, e se per gli anziani i piccoli sono una ventata di gioia, i bambini attingono alla saggezza e all'ironia di chi ormai non ha più fretta”, spiega Valentina Suzzani, responsabile pedagogica dell'asilo.

"Oggi siamo oggetto di tesi di laurea, ma quando abbiamo iniziato non sapevamo nulla né della Francia né di Seattle - dice Elena Giagosti - avevamo però alle spalle decenni di esperienza della Unicoop nella gestione sia di nidi che di anziani. E ogni volta che avveniva "l'incontro" ci rendevamo di quanto fosse prezioso per entrambi. Così abbiamo pensato di far "convivere" sotto uno stesso tetto le varie età della vita. Ed oggi è un successo".

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