52 Paesi dicono NO alle sculacciate ai bambini

Altro
martedì 3 gennaio 2017

52 Paesi dicono NO alle sculacciate ai bambini

La Francia si aggiunge alla lista dei Paesi che hanno vietato le sculacciate ai bambini, da tempo messe al bando anche dagli psicologi per i quali le punizioni corporali non educano.

Il parlamento francese negli scorsi giorni ha vietato le sculacciate ai bambini, da parte di maestri e genitori. 

La Francia si aggiunge ad una lista di altri 51 Paesi che da tempo si sono dichiarati contrari alle punizioni corporali. 

La prima a schierarsi contro la sculacciata free, è stata la Svezia nel lontano 1979. Nel 1983 anche la Finlandia ne ha dichiarato il divieto seguita a ruota anche da Tunisia, Polonia, Lussemburgo, Irlanda, Austria ed altri Stati come Mongolia, Paraguay e Slovenia e Repubblica di San Marino.

Nel nostro Paese non esiste un'apposita norma, ebbe la Corte Costituzionale del 1996 si sia espressa contro l'uso di percosse (sculacciate comprese) nei confronti dei bambini.

Sul tema educatori e psicologi sembrano concordare sull’inutilità di questo tipo di punizioni a fini educativi. Già nel 1977 Tilde Giani Gallino, psicologa dello sviluppo e autrice di saggi sui processi cognitivi, in un suo libro sosteneva che non si devono picchiare i bambini. "È chiaro che non si può che essere favorevoli ad una legge che vieti la violenza - precisa a distanza di 40 anni Giani Gallino - ma non bisogna neppure essere troppo liberali perché il rischio è che non esistano più vie di mezzo". Se si ha un figlio impenitente l’unica strategia valida sembrerebbe il “parlare”.

“Il problema ultimamente - prosegue Giani Gallino - è che i genitori in casa sono troppo permissivi e quindi i bambini, abituati a vivere senza regole, quando arrivano in classe diventano un problema per gli insegnanti che non riescono più a gestirli".

"Siamo tutti d'accorso sul fatto che la sofferenza nei più piccoli non rafforza l'educazione e non migliora l'autostima. Anzi, può creare senso di colpa, paura e vendetta” spiega Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra, professore e presidente del CAF Onlus Centro Aiuto al Bambino Maltrattato. 

Torna all'archivio