Allattamento materno: quando porvi fine?

Allattamento
mercoledì 22 febbraio 2017

Allattamento materno: quando porvi fine?

 

Allattamento materno ad oltranza o no: l’argomento è un tema caldo a giudicare da commenti e post che ha scatenato. Un tema che richiama pregiudizi, luoghi comuni e qualche falso mito.

L’allattamento di lunga durata, come sostiene un documento del ministero della Sanità, soffre di un’ingiusta cattiva fama.

«Bisogna dire subito che non esistono comandamenti o diktat», precisa il professor Riccardo Davanzo, presidente del Tavolo tecnico sull’allattamento al seno e direttore della pediatria dell’ospedale di Matera.

«L’Organizzazione mondiale della sanità e le altre istituzioni sanitarie non danno regole, ma solo suggerimenti e raccomandano l’allattamento al seno fino ai 2 anni e oltre. Sta alla mamma decidere. Bisogna chiarire che l’allattamento prolungato non è affatto la spia di un problema, non causa, come tanti pensano, dipendenza dalla madre o mancanza di autonomia nel bambino. Anzi, con l’allattamento si crea un vincolo preziosissimo», sottolinea Davanzo.

Alcuni studi, in passato hanno collegato il latte materno offerto per più di un anno con un rischio maggiore di carie e di allergie. Ma il professore precisa: «Il pericolo carie c’è, soprattutto se il piccolo succhia di notte, ma va detto che il latte materno è meno cariogeno di quello vaccino. Su intolleranze e allergie c’è una grande confusione. C’è chi dice di iniziare prima lo svezzamento, in modo da mettere a contatto il neonato con più alimenti possibile e prevenire le intolleranze, ma studi italiani recenti hanno smentito questo approccio. Inoltre, attraverso il latte materno, il bambino assaggia centinaia di alimenti diversi».

Davanzo suggerisce di verificare solo che la scelta non sia legata da un qualche disagio psicologico della mamma, come ad esempio uno stato depressivo. «Nessuna donna deve essere colpevolizzata perché allatta, in alcuna circostanza», prosegue l’esperto.

E i benefici di un contatto prolungato con il seno materno non riguardano solo i bambini. «Più a lungo si allatta, maggiore è la protezione oncologica per la madre. Diminuiscono i rischi di cancro all’ovaio e al seno e di neoplasie ormono-dipendenti», spiega Giuseppe Canzone, rappresentante della Società italiana di ginecologia e ostetricia al Tavolo per l’allattamento al seno. «Non solo. Grazie agli ormoni coinvolti, si riscontra un più rapido ritorno al peso pre gravidanza e alla funzione iniziale dell’apparato genitale».

Alcuni studi hanno legato la lunghezza dell’allattamento a una maggiore probabilità di soffrire di osteoporosi, ma secondo Canzone si tratta di un effetto secondario: «è vero, alcuni ormoni possono diminuire, ma i vantaggi sono così tanti che ammortizzano questo deficit».

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